Nato a Vicenza nel 1480 dalla nobile famiglia dei Thiene, ereditò il nome Gaetano dallo zio, canonico della Cattedrale di Padova e docente all’Università patavina. Qui Gaetano studiò e si laureò, a soli 24 anni, in utroque iure il 17 luglio 1500 e, in seguito, ricevette la tonsura.
Trasferitosi a Roma nel 1506, divenne subito segretario particolare di papa Giulio II, ed ebbe l’incarico di scrittore delle lettere pontificie.
Prese ad assistere gli ammalati dell’ospedale di San Giacomo e si iscrisse all’Oratorio del Divino Amore, per diventare poi sacerdote nel 1516 a 36 anni. In una lettera scritta Gaetano confidò che durante la celebrazione della Messa, gli apparve la Madonna che gli depose tra le braccia il Bambino Gesù; per questo egli è raffigurato nell’arte e nelle immagini devozionali con Gesù Bambino tra le braccia.
Si recò a Vicenza, Verona e Venezia, dove operò ispirato dall’Oratorio del Divino Amore, alla stregua di San Filippo Neri. A Venezia nel 1520 fondò alla Giudecca l’Ospedale degli Incurabili, che offriva assistenza a coloro i quali venivano rifiutati dagli altri ospedali. Si interessò all’infanzia abbandonata con una dedizione che lo connotano come uno dei personaggi più moderni della storia.
Ritornò a Roma e nel 1523 insieme ad altri tre compagni: Bonifacio de’ Colli (o da Colle), Paolo Consiglieri, Gian Pietro Carafa (vescovo di Chieti, futuro papa Paolo IV), chiese ed ottenne dal papa Clemente VII l’autorizzazione a fondare la “Congregazione dei Chierici Regolari” detti poi “Teatini”, con il compito specifico della vita in comune e al servizio di Dio verso gli altri fratelli.
L’ispirazione che egli sentiva impellente, era di formare e donare alla Chiesa sacerdoti che vivessero la primitiva norma della vita apostolica, perciò non ebbe fretta a stendere una Regola, perché questa doveva essere il santo Vangelo, letto e meditato ogni mese, per potersi specchiare in esso (le costituzioni dell’Ordine furono infatti emanate solo nel 1604). I suoi chierici non dovevano possedere niente e neanche chiedere l’elemosina, dovevano accontentarsi di ciò che i fedeli spontaneamente offrivano e di quanto la Provvidenza mandava ai suoi figli; con le parole di Gesù sempre presenti: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.
Nel 1527 avvenne il feroce ‘Sacco di Roma’ e anche Gaetano, come tanti altri religiosi, fu seviziato dai Lanzichenecchi e imprigionato nella Torre dell’Orologio in Vaticano; riuscito a liberarsi si rifugiò a Venezia con i compagni dell’Istituzione.
Rimase nel Veneto fino al 1531, fondando, assistendo e consolidando tutte le Case del nuovo Ordine con le annesse opere assistenziali; accolse l’invito del celebre tipografo veneziano Paganino Paganini, affinché i Padri Teatini si istruissero nella nuova e rivoluzionaria arte della stampa tipografica.
Nel 1533 per volere del papa Clemente VII si trasferì, insieme al suo collaboratore Giovanni Marinoni, a Napoli, stabilendosi prima all’Ospedale degli Incurabili e poi nella Basilica di San Paolo Maggiore posta nel cuore del centro storico di Napoli, città in cui tutt’ora viene invocato come “il santo della Divina Provvidenza”.
Egli venne beatificato il 23 novembre 1624 da papa Urbano VIII e canonizzato il 12 aprile 1671 da papa Clemente X.
Nel dipinto ad opera del Pellizzari per la chiesa di San Gaetano è ripreso in un momento di preghiera verso la Santissima Trinità, alla cui base svolazza un cartiglio con scritto:
EXAUDI DOMINE / PLACARI / DOMINE
fonte: Daniele 9, 19
Sullo sfondo si intravede una città non identificata, ma che potrebbe risultare Vicenza, luogo di nascita del santo.
L’iscrizione in basso invece riporta:
S. CAIETANUS THIENEUS VICENTINUS / CONGREGA. CLERICOR. REGUL. FUNDATOR
Nel 1624 Gaetano non era però ancora stato canonizzato, pertanto si deduce che l’onorificenza “S. Caietaus…” venne trascritta in un secondo momento.
